Il 20 maggio è scomparso in Brasile all’improvviso, senza tanto clamore, ANTONIO MENEGHETTI. Chi era? A questa domanda penso nessuno sia in grado di dare una risposta, neppure io che l’ho incontrato e intervistato per più di un’ora un anno fa, il 31 maggio 2012, nel suo centro d’arte a Marudo, vicino a Lodi.

La prima volta che sentii parlare di lui fu quando mi dissero che il popolare conduttore televisivo Andrea Pezzi “si stava rovinando” perché era diventato seguace di un guru che si definiva Ontopsicologo.

Questa notizia mi ha lasciato indifferente, anche perché avevano detto la stessa cosa di me quando divenni vegetariano e frequentavo la Engel di Forlì e Bruno che l’ha concepita e ideata. Dicevano che ero in una setta, come peraltro è stato definito il gruppo di persone che hanno dato fiducia a Meneghetti e si sono affidate ai suoi insegnamenti.

C’è un episodio particolare che mi lega a lui. Alcuni anni fa il mio treno per Roma si fermò ad Orte perché quello davanti era deragliato. Nessun taxi o pullman per raggiungere la capitale. Fuori dalla stazione ho notato un tipo alto, Stefano Selvatici, che stava aspettando un’auto insieme a un’altra persona. Ho chiesto un passaggio e mi sono ritrovato con lui stipato nel baule di una Fiat familiare in mezzo a cavi e attrezzi da elettricista. In quel viaggio scomodissimo verso Roma siamo diventati amici. Non sapevo che l’elettricista che guidava avrebbe successivamente parlato di me col Prof. Antonio Meneghetti e che lui gli aveva chiesto di portarmi a conoscerlo.
In seguito mi parlarono di Meneghetti anche questo Stefano Selvatici (che trovavo bizzarro per non dire folle e simpaticissimo) e la sua compagna Monica. Mi dissero che passavano l’estate in un suo centro a Borgo Trevi in Umbria e insistevano perché andassi a conoscerlo.

Ma non era ancora il momento.

Poco più di 1 anno fa, per un periodo ci siamo sentiti con Andrea Pezzi e gli ho chiesto se riteneva importante che io facessi un’intervista al Prof. Lui mi disse che se accettava assolutamente dovevo farla, anche perché ne faceva pochissime e non si apriva mai con nessuno. Mi raccontò anche che a suo nome a San Pietroburgo avevano aperto la facoltà universitaria di Ontopsicologia e che, sebbene si fosse defilato in Italia, Antonio Meneghetti era famosissimo in vari paesi del mondo, soprattutto Russia e Brasile.

Nel frattempo il Roxy Bar aveva iniziato a collaborare con Stefano e Monica, che sono bravissimi ad organizzare catering e a gestire il ristorante dell’Hotel Carlton di Bologna. Comunicai loro che, se il Prof. avesse accettato, mi interessava fargli un’intervista.

Monica gliel’ha detto e così mi sono ritrovato in questo posto pieno di case colorate a Marudo.

Solo la sera prima di andarci avevo letto di lui su internet, per rendermi conto delle tante persecuzioni giudiziarie che lo avevano coinvolto. Troppe perché fossero tutte fondate. Ho scoperto anche che era un frate e che, dopo aver lasciato il saio, era diventato ricchissimo. Avevo visto che faceva anche quadri e oggetti di design. Naturalmente i pareri su di lui erano contrastanti.

Tutto quanto avevo letto mi era scivolato via, lasciandomi solo una gran desiderio di guardarlo negli occhi.

Una volta arrivato a Marudo, Monica mi ha portato dentro la sua Galleria OntoArte, poi mi ha lasciato solo, con la mia telecamera.

Lui è arrivato, sì è seduto sulla poltrona che ha disegnato, tra i suoi quadri e sculture. Poi si è tolto cappello e occhiali da sole e abbiamo iniziato a parlare.

Dopo più di un’ora, mentre stava sempre più aprendosi e con serenità parlava senza freni, improvvisamente ha detto:

“Basta”

Si è alzato e guardandomi ha continuato:

“È stato bravo. Non ho mai parlato così”

– Perché?

“Perché lei è una brava persona. L’ho visto dietro i suoi occhi… Dietro i suoi occhi c’è ancora la sua anima, tutta quanta. Continui a tenersela e a fare quello che le consentono di fare”

Da questa sua frase ho capito che a lui non è stato consentito, perlomeno in Italia. Ha lamentato la violenza della magistratura. Ha sorriso.

Ho terminato facendo il regista: “È perfetto che lei se ne va e mi rimane la sua immagine”.

Lui è uscito nel silenzio, rotto solo dai suoi passi. Io ho inquadrato la sua foto grande, stampata su un vetro trasparente. Ed è quello che rimane.

 

Mi hanno detto che aveva visto l’intervista su Roxy Bar Tv, fatto strano per uno che non amava rivedersi. Che gli era piaciuta molto. Chi lo ha amato trova sia un documento unico e prezioso.

Walter De Silva, mio amico e famoso designer di auto, mi ripete sempre che sono un ricercatore di anime… Chissà se anche questa volta l’ho fotografata.

firma-red-ronnie2

 

commenta-articolo

Join the discussion 5 Comments

  • Sabrina ha detto:

    Buongiorno, ho avuto la fortuna di vedere l’intervista che anche io ho trovato davvero interessante. Purtroppo il link non funziona più, pensate di ricaricarla sul sito? Grazie infinite per la cortese risposta, in anticipo.

  • emanuela mari ha detto:

    E’ stato il mio maestro di vita. Gli devo la MIA vita, e come me molti altri. E’ bello leggere le sue parole su di lui, senza preconcetti, semplici e libere.
    Hanno scritto di tutto sul grande professore, quasi sempre senza averlo mai conosciuto.
    Sono una musicista, non sono famosa, ma amo la vita e mi piacerebbe conoscerla, Red Ronnie.
    Ho visto l’intervista di cui parla due o tre volte, ora è scomparsa dal web, non l’ho più trovata…
    Mi piacerebbe rivederla….

  • franco ha detto:

    non si riesce a vedere il video con Meneghetti, è possibile ripristinarlo per favore?

  • gabin ha detto:

    non si può togliere l’intervista del prof!!! dai!!!
    per cortesia la ripristinate ?

  • fulvio ha detto:

    Perché quando ci sono argomenti intelligenti, misteriosamente spariscono con scuse banali?
    su per favore……..
    Da proprio fastidio l’intervista del prof Antonio Meneghetti?
    Come mai le altre ci sono ancora?
    Cordiali saluti Red

Leave a Reply