IACCHETTI: Dove siete cantautori? RUGGERI: presente!

By 3 aprile 2014 articoli One Comment

Durante la diretta streaming Enzo Iacchetti si domanda come mai i personaggi noti come gli artisti non fanno mai denuncia sociale e non usano le loro posizioni in vista per divulgare messaggi e spronare le persone ad agire e ad indignarsi per le cose che non vanno e le ingiustizie.

Un esempio la recente vicenda in cui Barack Obana impone all’Italia di acquistare degli aerei da guerra F-35. Red Ronnie ha scritto diversi tweet di dissenso in proposito, e nessuno ha considerato o raccolto la sua denuncia dove esortava il governo italiano a non investire i miliardi nella guerra ma in cultura, turismo, posti di lavoro e sanità.

iacchetti-roxybartv Iacchetti condivide e si indigna del fatto che nessuno oggi prende una posizione su argomenti che potrebbero risultare “scomodi”. Si chiede “Dove siete cantautori? Esponetevi ogni tanto, dite il vostro parere!”. Sostenendo poi che gli artisti che facevano denuncia sociale ormai sono tutti morti come Gaber o Iannacci.

Uno dei pochissimi che a suo modo ha sempre espresso le proprie filosofie è stato ed è Enrico Ruggeri. Per esempio nel suo ultimo disco con le canzoni “Un Paese Normale” o “L’Onda”.

Iacchetti conclude: “Perchè quando agli artisti fanno queste domande non rispondono e si giustificano dicendo che ‘non vogliono mischiarsi nella politica?’… La politica non c’è più, esiste il giusto e lo sbagliato. La politica è una parola: una bestemmia”.

BAL_3891Enrico Ruggeri condivide questa osservazione di Enzo Iacchetti e durante una puntata di Roxy Bar conferma che la tendenza del cantautore medio è generalmente quella di non prendere posizioni o esporsi troppo. Se gli chiedono “Per che squadra tieni?” lui risponde “Per la Nazionale”. Ruggeri racconta che quando lui prende una posizione scrivendo su Twitter, la maggioranza mettono “stelline” e non lo retwittano. Da qui si evince come in molti siano d’accordo con lui sull’argomento ma che quasi nessuno abbia il coraggio di farlo sapere in giro. Oggi c’è molta paura di esporsi, e se lo si fa si valuta a priori l’effetto che quest’azione potrà avere sul “gradimento” e il proprio pubblico. La dignità intellettuale è stata travolta dalla voglia di essere approvati e di non dire niente che possa urtare qualcuno. “Tutto questo è un po’ triste”, continua Ruggeri, “Mi piacerebbe sapere il parere di De André, di Endrigo, di Gaber, di Iannacci sulla vicenda degli F-35…”

Ruggeri conclude con un invito (non solo ai colleghi) “Prendiamo delle posizioni, corriamo il rischio di essere antipatici a qualcuno! Anche se poi magari non ti comprano il disco”.

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 Guarda tutta l’intervista a Enzo Iacchetti

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One Comment

  • Kelly ha detto:

    Caro Red,
    ero un’ adolescente quando ogni pomeriggio mi sedevo in cucina a studiare mentre guardavo, e soprattutto ascoltavo Help!
    Mi piaceva già Peter Gabriel, ma la conoscenza del repertorio non era ancora completa…un pomeriggio mandasti in onda
    il video di Biko…una folgorazione, una canzone essenziale ma intensa, una denuncia vera e sincera.
    Ruggeri ha perfettamente ragione, ormai fare il cantautore è diventato chic, se dovessi dirti quanti di questi mi hanno delusa la lista sarebbe lunga. Le canzoni non vogliono più dire niente, sono un’esercizio di stile, non bisogna per forza scrivere cose impegnate o complicate, ma sarebbe sufficiente almeno fossero oneste, canzoni fatte per dire qualcosa che ci sentiamo di comunicare, senza domandarci che effetto avrà sull’ascoltatore e quanti dischi venderà.
    La sintesi è questa, le case discografiche controllano tutto degli artisti, social & Company, a loro non è concesso niente,
    quelli che hanno un minimo di potere, cercano di tenerselo, ed io sai cosa ti dico, che fare arte, è libertà e senza di questa, non si va molto lontano. Bisogna avere il coraggio di tornare ad essere degli artigiani della musica, meno fama, meno glamour, meno vendite, ma tanta, tanta libertà di fare e dire quello che si vuole.
    Io forse sarò una delle poche persone al mondo che non vuole una casa discografica, ma preferisco di gran lunga non avere padroni!
    Grazie Red per tutte le nozioni di storia della musica che mi hai dato attraverso Help, un programma delizioso!

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