Maurizio Arcieri ciao, buon volo nell’altra dimensione

By 3 febbraio 2015 articoli No Comments

Maurizio Arcieri se n’è andato nell’altra dimensione…. “5 minuti e poi un jet partirà, portandoti via da me”… Quel jet è partito.

Eravamo molto amici, con lui e Cristina. Da ragazzino il mio 45 giri preferito era “5 minuti e poi”, anche perché nel lato B c’era “Un’ora basterà”. Due canzoni splendide e malinconiche.
L’ho conosciuto quando venne a Bologna con i Krisma, sull’onda del grande successo di “Many kisses”. Poi è diventato un habitué nel mio programma “Be Bop a Lula”, scrisse anche una delle sigle finali. Fece una versione strana della canzone originale di Gene Vincent dava inizio al programma.

Se penso a lui, la prima immagine che mi viene sempre in mente è una delle volte in cui andai a trovarlo a Gignese, sulle colline del Lago Maggiore. Al ristorante gli avevo detto che volevo aggiornare la sigla iniziale del mio programma e mi sarebbe piaciuto che facesse lui una versione sua di “Be Bop a Lula”. Dopo cena, mentre scendevamo nella notte verso la sua casetta di legno, lo stavo seguendo tra gli stretti tornanti in mezzo ai boschi. Ha frenato improvvisamente! Quasi lo tamponavo. Ha aperto la portiera, è schizzato fuori e me lo sono ritrovato accanto alla mia macchina che cantava una “Be Bop” tutta sincopata, veloce, non aveva nulla della canzone di Gene Vincent. I suoi occhi eccitati. Mi ha cantato tutta la canzone che aveva composto con Cristina in macchina nei pochi Km che avevamo percorso. Ho girato a casa sua un videoclip di quella canzone, mettendo immagini del processo a Vincenzo Muccioli.

Vista la nostra amicizia e la collaborazione di Vasco Rossi col mensile Be Bop a Lula, gli chiedemmo di rifare le due canzoni dello storico 45 giri: “Cinque minuti e poi” e “Un’ora basterà”. Uscì per la Bollicine, l’etichetta di Vasco, in vinile rosso allegato al n° 25 di Be Bop a Lula, nel settembre 1988. Girai con Maurizio a Cristina altri video, uno con Eva Robin’s a casa loro e sul Lago Maggiore.

Poi, col tempo, ci allontanammo, naturalmente. Seppi che la casetta di legno a Gignese era bruciata, insieme a tutti i loro ricordi. Li ho rivisti a Bologna, un po’ di anni fa, in una manifestazione anni 80 dove c’erano anche i Sigue Sigue Sputnik. Maurizio si mise un rossetto sfacciato che poi si sparse sulla faccia… Erano sempre unici in quel loro vivere la coppia e il palco.

Ciao Maurizio.
Il mio pensiero adesso va a Cristina.

 

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